Montecitorio abbatte le barriere
02-05-2008
Italia Oggi
Con l'elezione di due deputati disabili il palazzo si è dotato di scivoli, passerelle e assistente ad hoc.
Il presidente di Fiaba: il problema rimane al senato
ROMA. C'è voluta l'elezione di due deputati disabili per rendere Montecitorio «accessibile» anche alle persone diversamente abili. Per l'inizio della nuova legislatura, infatti, il palazzo che ospita la camera dei deputati si è presentato con scivoli e passerelle, quattro nuovi posti nell'emiciclo dell'aula, una cabina più larga per il voto segreto e, per la prima volta, un assistente personale ad hoc per aiutare durante le operazioni di voto. Così i neo deputati con disabilità particolarmente invalidanti, Ileana Argentin (Pd) e Gianfranco Paglia (Pdl), potranno espletare il loro mandato parlamentare senza ostacoli. Quanto accaduto a Montecitorio però conferma un paradosso tutto italiano in materia di barriere architettoniche, nonostante l'esistenza dal 1989 della legge 13 contenente le disposizioni per favorire il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati e pubblici. «Bisognava aspettare l'insediamento di due deputati diversamente abili», ha affermato il presidente di Fiaba (Federazione italiana abbattimento barriere architettoniche), Giuseppe Trieste, «per rendere Montecitorio accessibile per le operazioni di voto? Le persone diversamente abili possono esercitare il diritto di assistere a una seduta della camera o del senato? Perché bisogna attendere che ci sia una determinata necessità e non si agisce in modo preventivo?». Del resto il problema rimane a palazzo Madama, sede del senato, dove non sono stati fatti interventi sul fronte barriere architettoniche. «I senatori, per la maggior parte anziani», prosegue Trieste, «potrebbero avere la necessità di una struttura senza barriere. Bisognerà aspettare l'insediamento di senatori diversamente abili per adeguare il senato e renderlo accessibile a tutti? La camera ha istituito, con il decreto presidenziale del 3 maggio 2004 n. 1111, un concorso per progetti di riqualificazione delle opere architettoniche volti a favorire l'accessibilità e la fruibilità a un'utenza ampliata. Un'iniziativa molto importante e lodevole, ma perché si è fatto passare tutto questo tempo e non si è pensato a indire un concorso per adeguare prima la camera?». Fiaba ogni anno, attraverso la lotteria nazionale «Per una vita solidale», raccoglie fondi che poi vengono messi a bando per progetti socialmente utili. Lo scorso anno sono stati finanziati dieci progetti (su 91 presentati) per circa 100 mila euro. «Siamo vittime di un retaggio culturale», afferma il presidente di Fiaba, «che ci fa credere che l'ambiente che ci circonda debba essere fatto per le persone normodotate, senza pensare agli svantaggiati. Questo succede anche nella progettazione degli spazi, e tutto ciò contribuisce a non garantire pari opportunità. Tanto per fare un esempio, in Italia ci sono ben 12 milioni di condomini senza ascensore. Vivere con sicurezza la propria abitazione o accedere a luoghi pubblici deve essere una cosa normale. Le leggi esistono ma non vengono rispettate e ciò contribuisce a creare un ambiente poco sicuro e non accessibile. Ancora oggi nella progettazione degli spazi comuni non si tiene conto dei disabili: in alcuni alberghi spesso l'accesso dei disabili avviene attraverso la porta di servizio utilizzata dai fornitori e non dall'ingresso principale. Un altro aspetto importante in termini di sicurezza sono le vie di fuga come le uscite di sicurezza o le scale antincendio non adatte a disabili, ma nemmeno agli anziani. È questo un problema che investe vari settori della società». Non è migliore la situazione sul fronte trasporti, con autobus spesso inaccessibili. «Per questo motivo», conclude Trieste, «chiediamo al nuovo governo da un lato di far rispettare le leggi esistenti e dall'altro di obbligare l'istituto nazionale trasporti a non erogare finanziamenti per l'acquisto di mezzi pubblici se questi non sono accessibili a tutti. Così come bisogna obbligare i costruttori a realizzare i mezzi rispettando le persone diversamente abili. In genere gli automezzi hanno una vita media di sette/otto anni. Basta solo che al momento del ricambio vengano sostituiti con mezzi adeguati, il tutto senza nessun ulteriore aggravio di spesa». Diverso il discorso su aerei e treni, che vede le compagnie aeree e Trenitalia già dotati di un servizio di accompagnamento e di mezzi adatti a far salire disabili sui mezzi.
NOSTRO COMMENTO…
Bravi, bravi, un parlamentare disabile uguale abbattimento delle barriere, cavolo non fossero stati eletti ciccia! Allora abbattiamo le barriere per tutti, con i governanti che ci lasciamo alle spalle e quelli che vengono adesso a proposito di abbattimento di barriere, diciamo che riserverei loro un corso di buon senso, un master di buon governo al servizio dei cittadini e non dei cavolacci propri, e per abbattere le barriere anche spianerei tutti i muri delle loro case che comprano a sbafo con gli stipendi che gli paghiamo non per fare i pirla ma per organizzare lo stato.
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