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giovedì 29 luglio 2010

ARRIVA LA RIVISTA DI S. FRANCESCO IN BRAILLE!!!

Arriva la rivista di San Francesco in versione braille

È la prima del mondo cattolico dedicata ai non vedenti. Sarà distribuita nelle sedi della Uic e nei centri d'aiuto per ciechi. Raggiungerà circa 100mila persone. Tommaso Daniele (Uic): "Magnifica iniziativa. Grati al ministero per il rilancio del braille

ROMA. La rivista di San Francesco da oggi sarà accessibile anche ai non vedenti. È stata presentata questa mattina a Roma la versione in braille del periodico, che sarà il primo nel mondo cattolico pensato per le persone cieche. "È una magnifica iniziativa, che parte dall'idea che la bellezza può essere percepita anche senza gli occhi- ha sottolineato il presidente dell'Unione italiana ciechi (Uic) Tommaso Daniele, che ha voluto ringraziare prima di tutto il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna per aver sostenuto l'iniziativa e per la competenza sui temi della disabilità. "Abbiamo letto nel ministro un'attenzione particolare ai temi della cecità e della minorazione visiva- ha detto Daniele-. Siamo particolarmente grati per avere reso accessibile ai ciechi la cultura francescana. San Francesco è un punto di riferimento a cui ci ispiriamo". Secondo il presidente della Uic, inoltre, è importante "celebrare il braille, un sistema inventato da un cieco per i cie chi", che rappresenta "l'unico strumento di scrittura e lettura diretta, perché evita ogni forma di mediazione".
La rivista sarà distribuita in tutte le 120 sedi della Uic, dove potrà essere consultata liberamente da tutti gli iscritti, e nei 250 centri di assistenza per non vedenti sparsi sul territorio italiano. In tutto dovrebbe raggiungere circa 100mila lettori. "L'obiettivo è quello di portare il messaggio di San Francesco a tutti i ciechi- ha aggiunto il direttore della rivista padre Enzo Fortunato-. La cultura francescana è fondata sulla solidarietà e il rispetto, valori di cui ha bisogno il nostro Paese". Dell'avvio di "un'esperienza speciale di comunicazione e dialogo" ha invece parlato il custode del Sacro convento, padre Giuseppe Piemontese, che ha voluto ricordare come negli ultimi anni della sua vita anche San Francesco, a causa di una malattia, divenne cieco. (ec)

commento...

Maremma francescana, non ce ne voglia san francesco che mi risulta fosse anche un rompi balle come noi verso le autorità prostituite..
Vorrei analizzare con poca calma e propensione alla retorica sul braille.
Ragazzi il caldo mi rende intollerante, ma come si fa a sottoscrivere un accordo del genere, ci rendiamo conto della montagna di carta che si sprecherà per questa rivista?
Chi la leggerà?
Poi sempre sta storia del cieco e della religione e della redenzione e della cecità dei santi, a me sembra che san francesco, non essendo io religioso potreisbagliarmi, avesse gli occhi ben aperti sulla natura del suo tempo e della scarsa spiritualità del potere temporale della chiesa dell'epoca.
Ma a parte queste retrospettive che non ci riguardano,il nostro president, dopo aver scampato il pericolo di tagli pericolosissimi,subito si da alla pazza gioia.
Il braille viene usato sui posti di lavoro abbinato alla tecnologia,se ne fa un uso personale per etichettareoggetti utili e al massimo stampare a proprie spese ciò di cui si ha bisogno.
Se un alunno aspetta il materiale da monza diventa vecchio, e poi a che prò esiste il pc e l'editoria digitale, quindi niente carta se non in casi limitati.
Chi legge il braille, non è dato saperlo.
Tutto questo ragionamento non può tener conto del sacrosanto diritto di fruire di una rivista religiosa, da parte di chi ne ha desiderio, ma bisogna farlo in maniera sensata.
Esempio l'editore della rivista mette a disposizione la versione digitale, chi vuole se la stampa perconto proprio, oppure si rivolge alle sedi dell'UICI locali che sono attrezzate per farlo.
Non si imbastiscono dinosauri per dare soddisfazione a a questa politica religioseggiante che si lava la coscienza regalando riviste che lasciano il tempo che trovano.
Gli anziani ciechi che leggono il braille vanno rispettati, ma molti usano il pc e altri per problemi vari si fanno leggere dai volontari e da parenti il cartaceo.
Invece la nostra associazione presta il fianco a ste iniziative fallimentari, che mettono una pietra tombale ad ogni tentativo di sradicare a colpi di ragione il luoghi comuni sui ciechi.
Cieco e religione redentoria, ceico nel suo mondo di puntini in rilievo, paternalistici video su you tube in cui tommaso daniele ammicca verso il ministro gelmini e un prete che li guarda con pietistica consapevolezza religiosa(OPPPURE GUARDA IL DIDIETRO DELLA GELMINI...), pensando che la panacea di tutti i problemi dei ciechi sia la rivista in braille.
Se io ho voglia di Dio vado in chiesa e sono fatti miei, basta con questa retorica maledetta e fuorviante.
Siamo accerchiati da incompetenti dirigenti che ci svendono al mercato della disabilita, mettiamoci la ciotola ai piedi e facciamola finita...
p.s
la biblioteca braille di torino ggestita dal comune pubblica in braille massimo due libri all'anno best sellerse e invita l'autore e gliene fa omaggio.
Le altre due copie stampate in braille sono a disposizione di chi ha piacere di leggere il llibro in braille.
Questo è ragionevole..

venerdì 15 febbraio 2008

musicisti terroristi.doc

PressVisione anno VII / n. 90

Cacciati dal volo come terroristi Risarcita la band del calypso

07-02-2008

Il Corriere della Sera

Dalla Sardegna a Londra

LONDRA - Ryanair dovrà pagare quasi 6.500 euro di indennizzo a un musicista cieco e ai suoi quattro colleghi che il 31 dicembre del 2006 erano stati fatti scendere da un volo dalla Sardegna a Londra perché alcuni passeggeri ed un membro del personale di volo li avevano scambiati per terroristi. Nonostante i cinque musicisti neri della band di musica calypso Caribbean Steel International fossero stati rilasciati 20 minuti dopo, il pilota del volo si era rifiutato di farli risalire a bordo, costringendoli a trascorrere il Capodanno in Italia lontani da amici e parenti. Ad additarli come possibili terroristi - riferisce oggi il Daily Mail - era stato un professore di psicologia che aveva notato come i cinque - gli unici neri a bordo - nonostante fossero arrivati insieme in aeroporto ed avessero chiacchierato tutto il tempo prima di imbarcarsi, sull'aereo si erano seduti uno lontano dall'altro. Secondo l'uomo inoltre, Michael Toussaint, il musicista che fino a quel momento era sembrato cieco, una volta a bordo si era messo a leggere il giornale. Durante l'udienza in tribunale i musicisti hanno spiegato che non si erano seduti vicini perché l'aereo era pieno e che Toussaint aveva in realtà chiesto ad un amico di leggergli i risultati delle partite di calcio.

NOSTRO COMMENTO…

Incredibile! Cominciamo con ordine: razzisti, idioti, pericolosi,incompetenti. Un terrorista se deve compiere un attentato che fa? Si traveste da ciecato per passare inosservato. Poi per non dare nell’occhio si mette a leggere il giornale da solo. In particolare si fa riconoscere come gruppo musicale e poi in aereo si sparpaglia senza destare sospetti in tutto l’aereo. Quel professore tanto intelligente vorremmo sapere cosa fa di professione oltre a rompere le scatole a gente che va in giro per il mondo per i fatti propri.Naturalmente le nostre sono solo ipotesi sul fatto che vanno in giro per i fatti loro…magari sono veramente dei musicisti che fanno terorismo dovremmo ascoltare quello che suonano!

venerdì 1 febbraio 2008

CIECATO A SALDO..

PressVisione anno VII / n. 72

Quando l'accompagnatore del disabile deve pagare

30-01-2008

La Provincia di Lecco

LECCO. Sono cieco totale e scrivo per denunciare una discriminazione nel mondo degli invalidi. Oggi volevo andare in un centro termale, per passare una giornata un po' diversa dal solito. Ho telefonato al centro e, dopo aver chiesto gli orari di apertura, ho domandato se esistono particolari agevolazioni per i ciechi. La risposta mi ha lasciato sorpreso: mi hanno detto che 1) devo per forza essere accompagnato da qualcuno, in quanto lo stabile è inaccessibile ad un cieco, 2) al cieco viene praticato il 20 per cento di sconto, come ai bambini, 3) l'accompagnatore, cui tra parentesi devo già pagare la giornata che mi dedica, l'accompagnatore - dicevo - paga il biglietto per intero. Inutili le mie rimostranze: «Queste sono le condizioni» - mi hanno risposto - «Se vuole venire deve attenersi a queste condizioni». Ora domando a voi e ai vostri lettori: se una persona con qualsiasi disabilità, per accedere ad un edificio, pubblico o privato, è costretto ad avere un accompagnatore, non sarebbe giusto non far pagare l'ingresso a quest'accompagnatore? Avviene già, per esempio, sulle ferrovie statali: se il cieco viaggia da solo ha diritto al 20 per cento di sconto, se invece viaggia con un accompagnatore, il cieco paga il biglietto per intero, mentre l'accompagnatore non paga nulla. Non vi sembra più ragionevole? Voi che siete più addentro nell'ambito delle leggi, potreste segnalarmi qualche decreto che disciplini questa regola? Credetemi: non è una questione di soldi; piuttosto, personalmente, la considero una questione di giustizia. Andrea Mottalini Il lettore, in linea di principio, ha ragione da vendere, ma parte purtroppo da un presupposto sbagliato: che quella di non far pagare gli ingressi agli accompagnatori dei ciechi, e più in generale dei disabili, sia una «regola». Del resto, a ben guardare, non sempre ce n'è bisogno: lo Stato, tramite le Aziende sanitarie locali, garantisce a parecchi invalidi non autosufficienti (inabilità del 100% aggravata) ed a quelli che hanno bisogno assoluto d'essere accompagnati, come appunto molti ciechi totali, l'indennità mensile di accompagnamento, mirata proprio a permettersi i servigi di un ausiliario (operatore sanitario o semplice accompagnatore) ed a coprirne le spese. Gli accompagnatori di chi fruisce di quest'indennità, erogata a giudizio delle commissioni mediche provinciali per l'accertamento delle invalidità, sarebbero dunque indiretti destinatari di un doppio beneficio se la gratuità degli ingressi fosse una regola. Resta il problema di come regolarsi per gli accompagnatori di chi non percepisce l'indennità. Il buonsenso imporrebbe da una parte una forma di agevolazione e dall'altra che ciò non si traduca in una limitazione dei legittimi incassi dei titolari di strutture di cura e svago; l'unica strada percorribile, e magari già percorsa, ci pare la stipula di convenzioni fra gli enti di riferimento per le varie disabilità e gli organismi di coordinamento dei gestori.

Maurizio Del Sordo

NOSTRO COMMENTO…

CARO IL NOSTRO LETTORE. PUNTO PRIMO ESORDISCI Già MALE DICENDO AD UN GESTORE “CI sono SCONTI PER I CIECHI”? ANCHE SE DICI CHE NON è Una QUESTIONE DIPREZZO LA FAI DIVENTARE TALE. CI SGOLIAMO I TESTICOLI NELL’URLARE LA PARITà, LA PARI DIGNITà, E TUTTE QUELLE PAROLE CHE FINISCONO CON LA A, DICIAMO LA VERITà VOLEVI UNO SCONTO PONENDO L’ACCENTO SULLA CIECAGGINE perché STAI TIRANDO LACINGHIA, OPPURE SEI DI ORIGINE GENOVESE.IN OGNI CASO LA NOSTRA POTREBBE ESSERE SOLO UNA IPOTESI SBAGLIATA E QUINDI PASSIAMO AL SECONDO PUNTO. DI SOLITO E SACROSANTO CHE QUALSIASI STRUTTURA SIA ACCESSIBILE, SPESSO però NON è così, QUINDI DATO CHE NON SI TRATTA DI LAVORO, OSPEDALIZZAZIONI E COSE DI PRIMARIA IMPORTANZA L’ATTEGGIAMENTO GIUSTO è QUESTO: SI VA DAL GESTORE, LO SI METTE A PARTE DELLA CIECAGGINE DICENDO CHE “IO SONO UNA PERSONA CHE VUOLE usufruire DEI VOSTRI SERVIZI, MA POTREI AVERE DELLE DIFFICOLTà, FACCIAMO UN GIRO NELLA STRUTTURA INSIEME E VEDIAMO SE POSSIAMO TROVARE UNA SOLUZIONE CONDIVISA”? UNA SOLUZIONE CHE NON METTA IN PERICOLO ME ENON METTA IN DIFFICOLTà LEI?

Noi abbiamo fatto così per palestre,PER IL canottaggio che spesso ha strutture antiche di cento anni con barriere notevoli, ma superate con intelligenza e prudenza.

Altro punto è che i ciecati si paghino sempre un accompagnatore, soprattutto con l’indenità di accompagnamento, di solito ci fanno ben altro, se non hai un amico trovati qualcuno sul posto e con intelligenza si possono trovare persone che fanno i nostri orari e possono darci senza pesargli sul groppone quel minimo di aiuto se necessario.

Quindi non usiamo come un crocefisso inuna processione delle pari opportunità la cecaggine e cerchiamo di essere onesti e aperti.