lunedì 9 giugno 2008

balle pietistiche

Con gli occhi bendati e a braccetto ...
22-05-2008
Il Gazzettino

PADOVA. Con gli occhi bendati e a braccetto di un non vedente, anche Milvia Boselli, presidente del Consiglio comunale di Padova, ha partecipato ad una lezione del corso di "fiducia" per ciechi e volontari diretto dallo psicologo e psicoterapeuta Giulio Maggia, organizzato dall'Univoc di Padova (Unione italiana volontari pro ciechi) e sostenuto dal Centro Veneto servizi e dal Club degli ignoranti.
In occasione della lezione conclusiva del corso sperimentale, primo nel suo genere, denominato "Sicurezza e tenerezza" e finalizzato a favorire e migliorare i rapporti fra non vedenti e volontari, la Boselli, in rappresentanza delle istituzioni, è stata resa partecipe del percorso di sviluppo di fiducia tra chi aiuta e chi riceve, attraverso l'importante passaggio che è lo scambio dei ruoli. Sono dieci in tutto le coppie di volontari e non vedenti che hanno partecipato al progetto pilota che, in sei lezioni, da dicembre a maggio, si è svolto all'insegna dello sviluppo di un aiuto professionalizzato da parte di chi guida e di una ricettività positiva, costruttiva, da parte di chi "segue". Imparare a fidarsi dell'altro è un ostacolo che, per un non vedente, rappresenta infatti un limite talvolta difficilmente valicabile e per lo stesso volontario l'approccio giusto non sopraggiunge sempre spontaneo. È così che in un percorso di affinamento delle relazioni e di consapevolezza dei segnali corporei su base sia teorica che pratica, si sono costruite le fondamenta per un'esperienza che gratificherà entrambe le parti, risparmiandosi a vicenda vane frustrazioni. Spesso, aiutare l'altro non è sempre facile e la spinta iniziale del volontario può spegnersi nella supposta non riconoscenza di chi fruisce la gratuità del gesto. Anche questo rischio, attraverso "Sicurezza e tenerezza", non sarà più possibile.

Gloria Cesarotto

Nostro commento…

Dgliela ancora con queste definizioni che fi fanno l’orticaria! Che cosa significa “tenerezza e sicurezza”?

In un contesto di accompagnatori e accompagnati non bisogna farla tanto lunga, cittadini disabili sensoriali spesso hanno l’uso della parola e anche gli accompagnatori si spera, con un po’ di buon senso ci si capisce al volo,altrimenti cone quando si è “fidanzati” le prime volte si cincischia un po’, poi fila tutto liscia oppure ci si olla.

Sempre con queste balle pietistiche, l’accompagnatore  di Talpa gli ha subito detto: “dimagrisca e poi la prendo in braccio quando dobbiamo attraversare, prima non se ne parla!”

A Pipistrello il volontario gli ha detto se non la smette di russare ogni volta che ci fermiamo a un semaforo rosso la mollo li  in mezzo all’incrocio!”

A Fanale invece “si arrangi lei ha gli occhiali!”

 

 

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