sabato 26 aprile 2008

maremma tibetana

       


Vedere con il cuore e aiutare i bambini del Tibet
06-04-2008
Il Giornale di Vicenza

LIBRI.
IL ROMANZO DI SABRIYE TENBERKEN, PER L'EDITORE CORBACCIO.
LA PROTAGONISTA È CIECA E LASCIA LA GERMANIA PER DEDICARSI ALL'ISTRUZIONE E ALL'INSERIMENTO NELLA SOCIETÀ DEI NON VEDENTI

Ha aperto una scuola e li ha portati a 7 mila metri

"Mi chiedo cosa serve agli uomini vedere se non collegano il cervello" si chiede Kyila, una delle protagoniste non vedenti del romanzo "Vedere con il cuore" di Sabriye Tenberken, editore Corbaccio.
L'autrice, cieca, parla del Tibet, dove è riuscita ad aiutare decine di bambini. I tibetani credono che la cecità sia una punizione ed emarginano chi ne è colpito Temono ilcontagio: in realtà la malattia è causata dai raggi Uv che provocano un'infezione. A causa della scarsa igiene non viene diagnosticata e curata. I bambini vengono rinchiusi e non vanno a scuola. Sabriye ha dato loro una speranza. Trasferita a Lhasa dalla Germania con il marito, ha fondato una scuola specializzata per dare loro un posto nella società: «Vogliamo far capire ai bambini non vedenti che sono ciechi non stupidi!" . Dopo mille traversie, la scuola è stata aperta tra 2002 e 2003. Sei studenti hanno poi partecipato nel 2004 ad una spedizione che ha scalato il Lhagpa Ri, una cima di 7045 metri sul versante settentrionale dell'Everest. I ragazzi sono stati aiutati da Erik Weihenmayer, scalatore professionista cieco, e dal Tibet Mountain Institute. Mesi di preparazione poi la magica ascesa. La spedizione ha conquistato i 6500 metri, dove è stata bloccata dal maltempo. Dopo il viaggio gli allievi hanno raccontato la loro avventura a giornali e Tv. Da adulti sono diventati professionisti rispettati. Due di loro hanno aperto un centro di massaggi, alcuni hanno continuato gli studi, altri sono diventati interpreti. "Essere ciechi non è una punizione ma un'opportunità" dice Tendsin, un altro dei protagonisti. E loro l'hanno colta in pieno.

G.C.

NOSTRO COMOMENTO..

Maremma tibetana, caro Dhalai lama di qualche cosa al tuo popolo in merito, voi cinesi visto che ci siete fate qualche cosa di buono. L'affermazione che ci ha colpiti però è che la cecità è un'opportunità! Non siamo d'accordo con affermazioni così aleatorie, la cecità e una rottura di  dzebedei e stop! Grande plauso e ammirazione per l'iniziativa qui sopra ma non possiamo essere d'accordo sula parola opportunità.

Non si capisce perché per dare visibilità ai problemi dell'insegnamento dei bambini ciechi in Tibet bisogna far spaccare le ossa alla gente andando su un monte. Noi avremmo organizzato un picnic arrivando in cima alla montagna con un elicottero della coca cola…

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