lunedì 7 aprile 2008

torino marzo 2008

Una giornata di ordinaria barriera!

 

Mi chiamo Prelato Sergio, sono amico di Fulvia Manfrino.

In un bel pomeriggio di marzo, dopo aver partecipato ad una riunione presso la circoscrizione 9, il sottoscritto e la mia buona amica Fulvia ci siamo avviati lungo il percorso che ci avrebbe portato a salire sul tram n.4.

 

Fulvia prende regolarmente il tram con la sua sedia a ruote.

Uscendo dalla circoscrizione ci imbattiamo in una rampa ripidissima all'angolo con via Passo Buole, dove Fulvia ancora un po' mi torna indietro sulla strada per l'eccessiva pendenza della rampa di raccordo al marciapiede.

Con la sua sedia a ruote proseguiamo nel nostro cammino chiacchierando dei fatti nostri. Purtroppo il tragitto che ci separa dalla fermata del 4 non ci consente di essere sereni etranquilli, in quanto è irto di difficoltà.

Nei vari incroci fino in corso giambone Fulvia deve superare gradini residui delle varie discese di raccordo alla strada che la fanno sobbalzare. Il problema maggiore in questi casi risiede nel fatto che dopo aver attraversato la via risalire sul marciapiede non è facile, perché il gradino residuo dell'immancabile discesa fatta in maniera sportiva e disattenta, provoca sobbalzi e spesso Fulvia è costretta a prendere la rincorsa in mezzo alla strada per avere lo spunto che le consenta di risalire sul marciapiede. Da notare che è dotata di una sedia a ruote con motore elettrico molto efficiente.

In un caso in particolare rinuncia a spuntarla con il gradino residuo e, percorrendo in contromano C.so giambone riesce a  guadagnare il marciapiede dalla salitina laterale che invece è fatta a regola.

Incredibile, una parte del marciapiede è a raso, quella accanto risulta un ostacolo.

Arriviamo in c.so unione sovietica, attraversiamo il corso per poi accedere alla pensilina del tram direzione p.ta nuova.

Sono stanco per lei, ma a quanto pare lei è abituata e non si innervosisce più di tanto.

Accediamo alla pensilina piena di paletti alberi subito nei primi metri e Fulvia si posiziona parallelamente ai binari, pericolosamente vicina al bordo della banchina rischiando di essere strisciata dal tram che sta per arrivare. Fortunatamente non succede. Si aprono le porte del tram e lei entra frontalmente con la sedia a ruote sul mezzo, calcolando il vuoto che separa il mezzo dal marciapiede decide che si può fare.

Saliamo insieme e il tram parte.

In c.so re Umberto vogliamo scendre insieme e lei cerca di allertare l'autista perché sa già che alla fermata di c.so re Umberto la distanza è troppo grande per essere superata uscendo all'indietro. Il tasto per chiamare l'autista in caso di bisogno è inaccessibile per Fulvia, quindi come nei sottomarini conun passa parola il conducente viene avvertito che c'è bisogno di attivare una rampetta elettrica in dotazione al mezzo. L'autista scende, ma non riesce ad attivare la rampetta che permetterebbe a Fulvia di scendere dal tram.

Sconsolato l'autista non sa cosa fare e Fulvia rifiuta di farsi aiutare a scendere in quanto la sedia più il suo peso ammonta a 160 chili con gravi rischi per chi dovesse sbagliare qualcosa.

La saluto in quanto lei intende scendere a porta nuova dove la banchina è accessibile in discesa senza ausili, per poi ritornare indietro con un altro mezzo che magari riesca ad attivare la rampetta elettrica in dotazione.

Tutto questo solo  per avvicinarsi a casa in quanto lei abita in via Genova.

Mi guardo intorno è sono amareggiato per lei, io con un semplice gesto scendo lei no.

Cara GTT tu disattendi il tuo compito di trasportare tutti e anche chi è in sedia a ruote. La cosa che mi fa male è che il mezzo su cui eravamo è moderno e dotato degli ausili per ovviare alle barriere delle banchine non a raso. Ma  anche quando un mezzo è dotato di questi ausili  una persona rimane imprigionata nel mezzo. Inefficienza tecnica o incapacità di attivare la rampa? MisterO!

Cara GTT tradisci il tuo mandato istituzionale di rendere liberi di circolare sul territorio i cittadini. Non è la prima volta che succede il rapporto di mancata attivazione sembra essere di 1 a 9.

Ma cosa deve fare un cittadino che non deambula con le proprie gambe, ma vuole essere libero di fare i fatti suoi senza dover sempre combattere con queste assurdità.

Cara GTT non MERITI UN BUON VOTO ANZI DOVRESTI ESSERE RIMANDATA A settembre. Telefono a Fulvia per sentire dove è finita. Si trova inn via arsenale in mezzo alla strada e sta cercando di accedere alla pensilina del 4 che la riporterà indietro.

Io sono già quasi a casa lei no.

Guardate la città in maniera diversa cari cittadini, quando vedete uno scalino o una pensilina magari progettate da poco ma inaccessibili.

A Milano osanniamo l'expo e osanniamo i 20 miliardi di euro che pioveranno dall'europa. Tremo e sudo freddo  pensando che sarannoo usati per creare strutture e spazi come al solito schifosi per tutti ed in particolare per chi ha problemi.

Indignarsi sembra una cosa banale e scontata, bene io non sono indignato sono deluso, sorpreso scocciato sospettoso nei confronti dei tecnici, impaurito dalla mancanza di rispetto delle norme contro le barriere, l'unica parola che non  mi appartiene è l'indifferenza, ogni tanto magari noi disabili ci dobbiamo riposare all'ombra di una barriera ma state tranquilli che il riposo dura poco!Consiglio finale alla GTT: CERCHIAMO DI ESSERE ONESTI E QUINDI METTETE SUI MEZZI VIETATO L'INGRESSO A CHI NON è "NORMALE", GLI ALTRI SE NE STIANO A CASA E NON ROMPANO LE SCATOLE.

SERGIO PRELATO

IPOVEDENTE

 

 

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