sabato 24 gennaio 2009

Per Louis Braille un. puzzle visivo [Vaccari.news]

Nostro commento in fondo

Per Louis Braille un. puzzle visivo
11-01-2009
Vaccari.news

È la proposta dei Paesi Bassi: dodici francobolli offrono brevi vocaboli
mancanti di alcune lettere, sostituite con i caratteri per non vedenti

Fra le numerose citazioni tradizionali, questa, proveniente da Macao. È
uscita il 4 gennaio, giorno del bicentenario.
Sembra quasi di essere dall'oculista, con i cartelli delle lettere nere su
fondo bianco da leggere per effettuare il controllo. E il legame c'è: i
dodici francobolli da 44 centesimi lanciati oggi nei Paesi Bassi rendono
omaggio a Louis Braille. Sottolineano i due secoli trascorsi dalla nascita
di colui che, non vedente, 180 anni fa ha creato il sistema di comunicazione
ancora noto con il suo nome.
Amsterdam, però, ha evitato il solito busto del commemorato (che già circola
in diversi francobolli anche di questi giorni, come il 5 patacas di Macao,
arrivato domenica scorsa nel bicentenario) e ha lasciato da parte persino la
semplice scrittura in rilievo, ormai non più una novità.
L'idea del designer René Put è stata di proporre un oggetto che potesse
essere apprezzato sia da chi ci vede e sia da chi non ce la fa, così da
collegare idealmente i due modi e i due mondi.
I testi in nero non sono messi casualmente: si riferiscono a parole lunghe
al massimo cinque lettere, alle quali ne sono state tolte due o tre,
sostituite dai corrispondenti caratteri in braille. La disposizione dei
segni, per un fenomeno ottico, rende l'immagine poco delineata, ulteriore
riferimento al tema. L'assenza di immagini, la scelta dello stile e dei
colori (soltanto bianco, nero e grigio) rappresentano altri richiami.
E se non si riuscisse a risolvere il puzzle, poco male: le parti mancanti
sono indicate al retro. Aggiunte usando, naturalmente, inchiostro non
tossico.
Alla serie sono associati carnet e libretto di prestigio.

Nostro commento:
anche Pianeta Ciecagna ha intenzione di ereditare un puzzle: saranno
descritti i tre personaggi (Fanale, Talpa e Pipistrello). Il puzzle di
Fanale sarà composto da 4 pezzi che incastrati insieme formeranno un uovo
sodo che rappresenta la sua testa pelata. Il puzzle di Talpa invece si potrà
comporre con 12mila pezzi che in circa 2 anni permetterà di ricostruire la
sua panza. Il puzzle di Pipistrello si dovrà assemblare sul soffitto in
quanto i pipistrelli sono sempre appesi.

attentato

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Martedì 30 dicembre ore 9,30. Sono appena rientrato da una breve passeggiata nel giardino davanti casa: un po' di sole, un po' di vento, due mandarini staccati dal ramo più basso dell'albero piantato da mio padre più di cinquant'anni fa.

Poi, la ritirata in casa a causa del freddo pungente da cui il mio maglione di lana non riusciva a difendermi.

Dimenticavo di dirvi che ho un braccio appeso al collo. Infatti, il pomeriggio del giorno di Natale sono caduto pesantemente per le scale battendo la schiena e il gomito del braccio destro. Pronto soccorso dell'ospedale civile di Formia, sospetta frattura, ingessatura provvisoria. Il giorno dopo, all'ospedale civile di Caserta, conferma della frattura, ingessatura definitiva.

Un incidente di cui avrei fatto volentieri a meno, che tuttavia non mi impedirà di partecipare, a partire dal 4 gennaio, a Parigi, ai festeggiamenti per il bicentenario della nascita di Louis Braille

 

Nostro commento:

non siamo stati noi! Un caro augurio di pronta guarigione ad uno dei massimi dirigenti Nazionale dei disabili visivi: Eternit ... cioè no volevamo dire Presidente Tommaso Daniele.

 

Corso Vab su emergenze con disabili [Il Tirreno]

Corso Vab su emergenze con disabili
08-01-2009
Il Tirreno

CARMIGNANO. Saper come comportarsi in situazione di emergenza è importante.
Ne la vita propria e di chi si cerca di salvare. Qualche volta occorre farsi
anche un po' psicologi. Per questo non ci può improvvisare operatori di
protezione civile. Raramente si pensa però a come possano reagire i
diversamente abili in situazioni di emergenza. Il vuoto è stato colmato
dalla Vab delle Colline medicei. Da domani fino al 7 marzo, in
collaborazione con il Cesvot, la Vab di Carmignano e di Poggio a Caiano
organizzerà un corso volto a formare il personale volontario di protezione
civile che si trova ad operare in condizioni di emergenza e soprattutto in
situazioni in cui sono coinvolte persone diversamente abili. Per maggiori
informazioni ci si può rivolgere alla Vab Colline medicee, telefonando al
329.05 12 112.

W.F.

Venezia: anche i più piccoli a scuola di accessibilità [Superando.it]

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Venezia: anche i più piccoli a scuola di accessibilità
07-01-2009
Superando.it

Bimbi delle scuole materne e delle elementari: sono loro i protagonisti di
un progetto del Comune di Venezia, avviato nella città lagunare e presto
anche a Mestre, per sensibilizzare i più piccoli sul tema delle barriere
architettoniche e sensoriali, facendo capire, all'insegna del gioco, cosa
significhi superare un ostacolo per una persona che non vede o che ha
difficoltà a camminare

VENEZIA. Sensibilizzare i più piccoli sul tema delle barriere
architettoniche, facendo capire "giocando" cosa significhi superare un
ostacolo per una persona che non vede o ha difficoltà a camminare: è questo
il senso di un nuovo progetto promosso dall'Assessorato ai Lavori Pubblici e
alle Politiche Educative del Comune di Venezia.
L'occasione per dare vita all'iniziativa è stata l'inaugurazione della rampa
sul Ponte del Paludo Sant'Antonio [se ne legga in questo stesso sito il
testo disponibile cliccando qui, N.d.R.], primo esempio nella città lagunare
di rampa "sovrapposta" a un ponte esistente - già restaurato - senza
modificarne il disegno e la struttura.
Ad essere coinvolti nel progetto sono stati i piccoli allievi della scuola
materna di Sant'Elena che hanno partecipato appunto ad alcuni laboratori
organizzati in aula e all'aperto. In sostanza ai bambini - tra i 3 e i 5
anni - è stato fatto capire il concetto di barriera architettonica e
sensoriale munendoli di passeggini giocattolo, tramite i quali essi hanno
attraversato il citato Ponte del Paludo, prima facendo i gradini, poi
percorrendo la rampa.
Successivamente, con l'aiuto di un istruttore di orientamento e di mobilità
per i ciechi, i bimbi sono stati bendati e guidati all'esplorazione tattile
di disegni a rilievo.
L'iniziativa, che ha riscosso grande interesse, verrà proposta anche a
Mestre con il nome di Dal dentro al fuori. In questo caso il laboratorio -
che vedrà la partecipazione degli alunni delle elementari - avrà l'obiettivo
di sensibilizzare questi ultimi sui temi dell'accessibilità e della
sicurezza stradale, con l'analisi delle caratteristiche del percorso che da
casa porta a scuola. (Paola Caporossi)

Si ringrazia per la segnalazione l'Ufficio Informahandicap del Comune di
Venezia.

Nostro commento:
Ottima iniziativa! Si vede che i nostri amministratori hanno avuto una
brutta infanzia. Proponiamo anche per loro il ritorno alla licenza
elementare.

sabato 17 gennaio 2009

"Grande fratello". La società decadente sollecita il narcisismo [Gazzetta del Sud]

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Oggetto: "Grande fratello". La società decadente sollecita il narcisismo
[Gazzetta del Sud]

PressVisione anno VIII / n. 36

"Grande fratello". La società decadente sollecita il narcisismo
15-01-2009
Gazzetta del Sud

di Massimo Fini

Un cieco, Gerri, chiamato pudicamente dagli autori "non vedente", partecipa
alla nona edizione del Grande Frattello. Aldo Grasso, il nostro migliore
critico televisivo, sia pur con qualche distinguo, trova la cosa quasi
geniale. Nel luogo deputato del guardare, la Tv, si mette uno che non può
vedere. Ma il Grande Fratello non soddisfa il voyerismo degli spettatori,
sollecita anche il narcisismo dei partecipanti per i quali la cosa che conta
è "essere visti". E "essere visti", in una società dove chi vive anomino non
esiste ed è dubbio persino che viva, sta diventando sempre più importante.
Si veda il successo dilagante di "My space" o ancor più di "Facebook" (mio
figlio ci ha messo 250 sue fotografie, evidentemente si sente molto
interessante). E allora perché anche un cieco non avrebbe il diritto di
essere visto? È una questione di democratizzazione. Sarà. Invece ci vedo
(pardon) uno dei tanti segni di decadenza di una società che ha un bisogno
disperato di sensazioni sempre
più forti per sollecitare i propri sensi stanchi (tutti, dalla vista
all'udito, al sesso, con l'eccezione del tatto perché in un mondo sempre più
virtuale ci si "contatta" senza tatto via internet). È chiaro infatti che
Gerri, checchè ne dicano gli autori e lui stesso, viene presentato nel
Grande Fratello come "monstrum", come nei circhi e nelle fiere di una volta
(che se non altro erano ambienti circoscritti) si facevano vedere la donna
cannone o il nano Bagonghi. E anche questa storia della democratizzazione è
losca e dà luogo, in prospettiva, a una spirale senza fine. Perché dopo il
cieco non anche il paraplegico o il focomelico? Dice: ma un cieco non è
paraplegico, c'è una bella differenza. Già ma anche un cieco non è uno che
ci vede, c'è una bella differenza. Così volendo eliminare la differenza in
realtà la si rimarca e si creano delle sinistre gerarchie tra diversi

Nostro commento:
Non è il caso di pensare che la società sia decadente solo perchè c'è il
Grande Fratello, siamo convinti che la società non sia decadente oggi più di
quanto non lo sia stata nel passato. Il GF si può ritenere il Colosseo dei
romani. Tutti questi programmi appagano il nostro ego di guardoni. mettere
Jerry al GF è un'operazione non geniale ma furba. Si tenta di ottenere
l'effetto "fenomeno da baraccone", tutti a guardare come mangia, come
sbatte, come distinguerà gli abitanti della casa uno dall'altro, oppure se
fa la pipì fuori dal water. Non sarà trattato come gli altri perchè nel
momento stesso in cui ha accettato di entrare nel GF si è caratterizzato per
la sua disabilità. Quindi se vincerà, avrà vinto perchè cieco; se verrà
eliminato subito è perchè è cieco; se resisterà un po' è perchè non potevano
sbatterlo fuori subito (in quanto cieco).
Quindi caro Jerry speriamo che tu non ci stia sulle balle, perchè noi non
facciamo sconti a nessuno sul serio!

Fw: Dalla Locride il non vedente Jerry [Gazzetta del Sud]

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Oggetto: Dalla Locride il non vedente Jerry [Gazzetta del Sud]

PressVisione anno VIII / n. 25

Dalla Locride il non vedente Jerry
11-01-2009
Gazzetta del Sud

SANT'ILARIO DELLO JONIO. «Mi definisco uno sperimentatore, accetto questa
sfida ma non voglio sconti». Così Jerry Longo, 31 anni, non vedente
calabrese della Locride ma stabilmente residente a Roma, ha detto agli
autori del "Grande fratello 9" quando si è sottoposto al provino, e l'ha
superato, per essere tra i quindici concorrenti da domani. A riferire di
questa determinazione è stato Andrea Palazzo, coordinatore degli autori del
reality più famoso, che andrà in onda su Canale 5 con la conduzione di
Alessia Marcuzzi.
Jerry lavora all'aeroporto di Fiumicino e si occupa di disabili. Longo ha
raccontato agli autori del programma che lui fa «un uso propositivo» della
propria invalidità, mettendosi sempre in discussione. E ha aggiunto che «se
ci nasci, sai che è così, elabori il tutto e la tua vita è avviata in un
certo modo; se però ci diventi, allora fai due fatiche: abbandonare quello
che eri e iniziare a pensare a una vita diversa e nuova, e non è facile».
Certo non sarà facile gestire questa situazione dentro la "Casa" del "Grande
fratello". Palazzo infatti ha sottolineato che sebbene il concorrente non
abbia chiesto di adattare la "Casa" alla sua condizione, dicendo che sarebbe
stato lui ad adattarsi alla realtà dove vi sarà "recluso" da domani, la
produzione qualche accorgimento lo ha preso per evitare rischi per il Jerry.
Insomma, l'adattamento è stato fatto «in modo da rendere il concorrente
sostanzialmente autonomo». Jerry Longo, nato per la precisione a
Sant'Ilario, dalla terra d'origine manca ormai da diversi anni. Vi ritorna
saltuariamente, per qualche settimana. Quanti, come Jerry, vivono il
problema della cecità e si rivolgono a lui, vi trovano aiuto e conforto
perché lui infonde coraggio.
Una delle sue ultime apparizioni "ufficiali" nella Locride risale alla sera
del primo settembre del 2007, in occasione di un'iniziativa tenutasi
all'Hotel "Panama" di Ardore. Quel giorno toccò, per la prima volta, alla
Calabria, in particolare alla Locride, ad Ardore, ospitare la prima tappa
dell'iniziativa "Una cena al buio", organizzata dal "Ccb" (Comitato cena al
buio), sodalizio coordinato proprio da Longo. Un progetto mirato alla
sensibilizzazione verso il mondo dei non vedenti, che Jerry porta in giro
per l'Italia. La "Cena al buio" è servita da camerieri non vedenti che
aiutano gli ospiti - precisò in quell'occasione Jerry - «a riscoprire il
valore dell'ascoltare, il bello del toccare, il piacere del gustare e il
fascino del riconoscere i profumi».

di Antonio Condò

Nostro commento:
Pianeta Ciecagna giudica il Grande Fratello un pessimo programma,
diseducativo che imbarbarisce lo spettatore incauto. Per quanto ci riguarda
un non vedente è libero bruciarsi come chiunque altro. Ciò non toglie però
che, se pur rappresentando solo se stesso, il cieco del grande fratello se
scorreggia più degli altri inevitabilmente tutti i ciechi saranno degli
scorreggioni. Quindi Pianeta Ciecagna, con il solo voto contrario di Talpa,
che stigmatizza anche noi, ha deciso di seguire Jerry nella sua avventura
mediatica e non gli risparmieremo lodi o critiche.

Elemosina

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Oggetto: Bologna, funziona l'azionariato popolare per gli studenti disabil
[Redattore Sociale]

PressIntegrazione anno VII / n. 8

Bologna, funziona l'azionariato popolare per gli studenti disabil
07-01-2009
Redattore Sociale

Grazie alla collaborazione della Fondazione Alma Mater diventa realtà l'idea
del professor Canevaro per ''far fronte ai tagli dei servizi''. Istituito
anche il Comitato dei garanti. Intanto si possono presentare le domande per
i voucher

BOLOGNA - L'Università di Bologna chiede aiuto ai privati cittadini per
sostenere gli studenti disabili e per far fronte al taglio dei servizi.
Grazie alla collaborazione della Fondazione Alma Mater diventa realtà l'idea
di una sorta di "sottoscrizione popolare", lanciata prima di Natale dal
professor Andrea Canevaro, delegato del rettore per gli studenti disabili,
per dar vita a un sistema di voucher in grado di favorire l'autonomia degli
studenti con "bisogni speciali" iscritti alle varie facoltà. Si chiama
"Progetto Gianni Selleri", e il suo primo obiettivo è quello di costruire
una rete di sostenitori economici e sociali (imprese, enti, associazioni,
singoli cittadini) atta a creare un sistema di quote di partecipazione al
progetto. "Stiamo assistendo a una diminuzione dei fondi destinati al
diritto allo studio - commenta il delegato del rettore per gli studenti
disabili in Ateneo -. I tagli imposti dal ministero dell'Istruzione si
ripercuotono a catena su servizi che pri ma c'erano e che ora sono a
rischio, come ad esempio l'accompagnamento", precisa Canevaro.

"Raccolte le donazioni - spiega Andrea D'Adda del Servizio studenti disabili
e dislessici dell'Università di Bologna - verranno poi stabiliti un
regolamento di partecipazione, le graduatorie e un sistema di attribuzione
dei voucher". I ragazzi potranno partecipare a un bando per ottenere un
buono, dal valore economico variabile, per fruire di servizi alla persona
tra cui corsi di orientamento e mobilità per non vedenti, alloggi
temporanei, trasporti con mezzo attrezzato, eccetera. L'assegnazione dei
buoni verrà effettuata in base alla valutazione dei bisogni dei singoli
studenti e in base all'ammontare dei fondi raccolti. Lo studente sarà poi
seguito sia per la gestione del budget individuale sia per l'analisi delle
sue necessità. Il progetto sarà inoltre supportato da un Comitato di garanti
composto da professori universitari, presidenti di cooperative sociali e
altre personalità: "finora hanno aderito Claudio Imprudente del Centro
documentazione handicap di Bologna, il gior nalista Rai Nelson Bova, il
presidente di Unipol e della Fondazione Unipolis Pierluigi Stefanini, il
consigliere regionale Gianluca Borghi, Roberto Alvisi della sezione
bolognese dell'Unione italiana lotta alla distrofia muscolare e i docenti
Rabih Chattat e Lia Fabbri", dice D'Adda. Per informazioni su come
contribuire al "Progetto Selleri": www.fondazionealmamater.unibo.it.

Intanto, fino al 9 febbraio, gli studenti disabili iscritti alle Università
e agli Istituti dell'Alta formazione artistica e musicale
dell'Emilia-Romagna, oltre che alla Scuola superiore per mediatori
linguistici di Misano Adriatico, possono presentare domanda per una serie di
contributi integrativi della borsa di studio (2 mila euro per l'acquisto di
ausili o l'utilizzo del taxi) così come previsto dal bando 2008/2009 di
Er.Go, l'Azienda regionale per il diritto agli studi superiori (l'ex
Arstud). Le domande devono essere presentate ad Er.Go, mediante raccomandata
con ricevuta di ritorno, unendo una fotocopia di un documento di identità
(fa fede il timbro postale di partenza) ai seguenti indirizzi: via Santa
Maria Maggiore 4, 40121 - Bologna; via D'Arezzo 2, 44100 - Ferrara; via
Vignolese 671/1, 41100 - Modena; vicolo Grossardi 4, 43100 - Parma. Il
modulo per richiedere i contributi può essere scaricato dal sito Internet
www.er-go.it. Per informazioni: 051.64 36 900.

(mt)


Nostro commento:
Cominciamo bene l'anno! Noi stigmatizziamo questa iniziativa, usiamo questo
termine perchè piace a Talpa. Giudichiamo negativamente la raccolta di
questi fondi per gli studenti disabili. Se uno studente si deve iscrivere
all'università, e non ci sono fondi, lo si manda a casa. A questo punto o
noi accettiamo questo stato di cose oppure andiamo a Roma e facciamo
mangiare la costituzione al Ministero dell'Istruzione. Finanziare con
iniziative del genere il diritto allo studio dello studente disabile,
significa legittimare il disimpegno dello Stato da un suo dovere.
L'elemosina moderna ha raggiunto livelli superiori, ma la sostanza rimane
sempre la stessa.