sabato 24 gennaio 2009

Sedia a rotelle comandata dal ''pensiero''. Progetto del Politecnico di Milano [Redattore Sociale]

Sedia a rotelle comandata dal ''pensiero''. Progetto del Politecnico di
Milano
22-01-2009
Redattore Sociale

Elettrodi ''leggono'' l'attività elettrica sviluppata dai neuroni
traducendola in comandi di movimento. Un'opportunità preziosa per chi soffre
di Sla, paresi e patologie della colonna vertebrale

ROMA. Guidare la propria sedia a ruote con la sola forza del pensiero. Non è
una magia, né la scena di un film di fantascienza, ma una rivoluzionaria
tecnologia sviluppata dal 'Laboratorio di intelligenza artificiale e
robotica del Politecnico di Milano'. Per un obiettivo molto serio: ridare
autonomia di movimento a chi l'ha persa, o non l'ha mai avuta, a causa di
problemi neurologici.
Ma di che cosa si tratta? "La sedia a ruote studiata al Politecnico di
Milano - spiega il professor Matteo Matteucci - è un ausilio robotizzato che
sfrutta un'interfaccia cerebrale per consentire al suo passeggero di
comandarla senza utilizzare alcun muscolo, ma solo con l'attività cerebrale,
rilevata da un elettroencefalografo e interpretata da un programma di
intelligenza artificiale".
Un'opportunità preziosa per chi soffre di sclerosi laterale amiotrofica,
paresi, sclerosi multipla e patologie della colonna vertebrale.
Nell'impossibilità di riparare i danni del sistema nervoso, esistono tre
possibilità per ristabilire le funzioni originarie, con percentuali di
successo variabili a seconda della gravità della patologia: aumentare la
funzionalità dei canali neurologici rimasti illesi, deviare gli impulsi
dalle parti danneggiate e, infine, fornire al cervello nuovi canali di
comunicazione e controllo della realtà esterna.
Ed è proprio concentrandosi su questo terzo punto che il Politecnico di
Milano ha sviluppato la sua speciale sedia robotizzata con l'utilizzo di
un'interfaccia cerebrale non invasiva.
Come funziona? Degli elettrodi posti sulla testa della persona "leggono"
l'attività elettrica sviluppata dai neuroni traducendola in comandi di
movimento per la sedia a ruote tramite un'opportuna interfaccia. Su un
monitor vengono visualizzati i "luoghi" che l'utilizzatore vuole
raggiungere. All'utente basta guardare le immagini sul monitor e
concentrarsi sul posto in cui vuole essere portato. Il programma "traduce"
in comandi i segnali neurali del cervello facendo dirigere automaticamente
la sedia nel luogo prescelto. Dotata di due laser in grado di "vedere" gli
eventuali ostacoli, ci sono anche telecamere puntate sul soffitto che
"leggono", invece, speciali disegni che indicano il percorso corretto
all'interno di un ambiente chiuso.
Per ora si tratta di un prototipo, ma la possibile evoluzione sarà di
mettere in grado disabili motori non solo di muoversi all'interno degli
ambienti domestici, ma di circolare in ambienti aperti in sicurezza.
Infatti, grazie alla dotazione sensoriale, la sedia è in grado di evitare
pedoni, auto o altri ostacoli.
In un prossimo futuro la sedia automatica potrebbe essere alla portata di
tutti: il suo costo, infatti, non dovrebbe superare una maggiorazione del
10% rispetto alle attuali sedie motorizzate.
Nel 'Laboratorio di 'intelligenza artificiale e robotica' del Politecnico di
Milano si sta mettendo a punto anche una versione più avanzata della sedia,
dotata di uno speciale braccio meccanico che permetterebbe di afferrare gli
oggetti.
Lo stesso principio sfruttato per muovere "senza muscoli" la sedia è inoltre
allo studio per consentire di muovere il cursore di un computer senza
l'utilizzo del mouse.

(ep)

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