Unione ciechi: ''L'ok del Senato alla Convenzione Onu è il primo passo''
28-01-2009
Redattore Sociale
Il presidente Tommaso Daniele: ''Nonostante la crisi economica non è più
possibile pensare di penalizzare i soggetti più deboli: lotteremo uniti
perché la Convenzione sia rispettata''
ROMA - "Un primo passo certamente importante verso l'attuazione di politiche
a favore dei disabili e un"assunzione di responsabilità da parte del governo
italiano". Così Tommaso Daniele, presidente nazionale dell'Unione Italiana
dei Ciechi e degli Ipovedenti e del Forum Italiano sulla Disabilità esprime
il suo compiacimento per l'avvenuta approvazione in Senato del ddl di
ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti
delle persone disabili, al quale è collegato l'istituzione dell'Osservatorio
nazionale sulla disabilità. Il provvedimento, approvato all'unanimità, passa
ora all'esame della Camera. "Nonostante la crisi economica che tutti noi ora
stiamo vivendo - sostiene Daniele - non è più pensabile pensare di
penalizzare i più deboli: aspettiamo comunque che si concluda l'iter del
ddl, prima di festeggiare". "Se dovesse servire - conclude il presidente
dell'Uic - noi disabili lotteremo uniti perché la Convenzione venga
rispettata, ricordandoci sempr e che fare una legge e non farla rispettare
equivale ad autorizzare la cosa che si vuole proibire".
Nostro commento..
Che illusione, pensare che la ratifica della carta dell'onu aiuti a
risolvere i problemi dei disabili.
A parte il fatto che non si capisce perché l'ONU abbia dovuto redigere una
carta a parte sui diritti deidisabili, non bastava quella dei diritti
dell'uomo di 60 anni fa? Vuol dire che l'uomo disabile è un uomo diverso
dagli altri nei diritti.
Quindi dopo 60 anni partoriscono questa ennesima carta che non servirà a
nulla, dice cose ovvie, soprattutto la cosa sinigolare che i paesi, per così
dire, più attenti ai problemi dei cittadini in difficoltà non se ne fanno
niente.
I paesi, meno attenti, avranno un ulteriore capo d'accusa, che nessuno
riuscirà, a meno di una guerra, a contestare al paese disattento.
Quindi guardiamoci negli occhi: ormai non servono cartacce di nessun genere,
bisogna cambiare rotta da un punto di vista umano.
Quindi proponiamo una carta alcontrario: dicano subito, i paesi che non
intendono fare la cosa più onorevole del mondo, cioè aiutare chi ha bisogno
così i cittadini del paese che gli sbatte in faccia la porta si mettono
l'anima in pace, quindi o se ne vanno, oppure cambiano le cose in base alla
loro volontà.
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