giovedì 8 gennaio 2009

Fw: scuola o cani

 
  
 
NOSTRO  COMMENTO IN FONDO

Alunni disabili, al via la "pet therapy"
05-01-2009
L'Unione Sarda

SINNAI. Contributi alle scuole e associazioni culturali di Sinnai per l'attuazione di progetti educativi, sociali e educativi, sociali e culturali. La giunta comunale ha approvato la delibera per l'assegnazione di 2.600 euro per il progetto Pet Therapy " Gli amici di Pluto " di integrazione per alunni disabili del primo circolo didattico. Destinato agli alunni disabili e normodotati ed è finalizzato alla loro piena integrazione in un contesto di collaborazione. Al primo e secondo circolo didattico e alla scuola secondaria di primo grado vengono erogati 3 mila euro per la prosecuzione del "Progetto adolescenza", proposto dal primo circolo ma che coinvolge tutte le scuole di Sinnai. Dai risultati eccellenti dei corsi attivati lo scorso anno, dalle richieste da parte di numerosi genitori si è ritenuto opportuno continuare con un corso follow up per i docenti corsisti dello scorso anno e da due corsi per un massimo di 70 genitori.

(ant.ser.)
ù
NOSTRO COMMENTO.
A capodanno ci è capitato, fra una fetta di panettone e un brindisi, di parlare da sobri, di disabilità e scuola con docenti che vedono la realtà tutti i giorni.
La cosa che ci colpisce,è che per esempio per  la sindrome di down, ci sono tecniche molto precise per potenziare le possibilità  cognitive e di apprendimento dei bambini affetti da questa sindrome. Chi pratica questa tecnica? Insegnanti di supporto? Non ci risulta. Su tutto il territorio italiano se abbiamo una difficoltà, già evidenziata in tenera età, si mettono in campo tutte le tecniche esistenti, per dare una maggiore possibilità di apprendimento, a bambini con difficoltà mentali? Anche questo non sembra avvenire sempre e in modo coerente. Quindi invece di dare contributi,, a scuole per terapie con animali, per una fantomatica integrazione, diamo questi soldi per aggiornare insegnanti di ruolo che abbiano titolo a trattare casi con tecniche innovative e veramente utili. Il rapporto con gli animali, cosa bella e auspicabile, lasciamola al tempo libero, infatti per quanto un cane possa dare tanto, non potrà mai sostituire un approccio serio e realistico di apprendimento per disabilità mentali.       

Fw: cane guida cacciato dal pulpito


 
    Oggetto: Un cane-guida cacciato dal pulpito [L'Arena]

PressVisione anno VIII / n. 11

Un cane-guida cacciato dal pulpito
05-01-2009
L'Arena

CHIESA E ANIMALI. L'episodio ieri durante la messa delle 10, nella chiesetta
di Cassone di Malcesine. Il sacerdote ha poi telefonato per scusarsi
dell'incidente

MALCESINE. L'ordine è arrivato direttamente dal pulpito, a messa appena
iniziata: il cane guida fuori dalla chiesa! È accaduto ieri nella chiesetta
di Cassone di Malcesine, durante la funzione delle 10. A segnalare
l'episodio il genero di una parrocchiana che, insieme a un parente, aveva
accompagnato in chiesa un'amica non vedente, seguita come un'ombra dal suo
docile cane guida. «Si sono accomodati negli ultimi posti», racconta il
lettore, «e il cane si è accucciato accanto alla padrona, tra le due file di
panche, con la sua pettorina bene in mostra. La messa era cominciata da poco
quando il sacerdote, dal pulpito, ha chiesto di far uscire immediatamente il
cane. Mia suocera ha fatto presente al prete che era un cane guida, che per
questo motivo poteva stare in chiesa, ma non c'è stato nulla da fare. Per
evitare ulteriori battibecchi, mia suocera, mio cognato e l'amica cieca sono
usciti dalla chiesa. Altri parrocchiani, in segno di solidarietà, hanno
abbandonato la messa».
«In serata il sacerdote ha telefonato per scusarsi dell'incidente», conclude
il lettore, «ma mia suocera è stata molto risoluta e gli ha fatto notare che
poteva benissimo evitare una piazzata come quella. Un brutto episodio, una
totale mancanza di sensibilità nei confronti di una persona svantaggiata» .
Interpellato telefonicamente, il sacerdote ha dato la sua versione dei
fatti, confermando di aver visto un cane in fondo alla chiesa e di aver
chiesto che venisse portato fuori dalla chiesa. E ha addotto due motivi: il
primo, perchè era in chiesa; il secondo, più recondito, perchè lui da
piccolo era stato morsicato da un cane lupo e da allora ha paura dei cani.
Ed è stato irremovibile. Soprattutto per il secondo motivo. Secondo il
parroco, poi, ad andarsene sono stati solo in due: il cieco e il suo
accompagnatore. «Ho capito di aver sbagliato», ha detto in serata.
Nostro commento
Maremma vaticana!Facciamo un pò di chiarezza. Il vaticano recentemente ha
dichiarato che non recepirà le leggi italiane, in quanto, queste sono
confuse e contradditorie. Quindi a rigore, la legge che permette l'ingresso
nei locali dei cani guida, essendo  una legge italiana, può essere ignorata
dallo Stato Vaticano.
Il prete ci sarebbe piaciuto di più, se avesse tenuto il punto senza fare
marcia indietro.
In ogni caso il trauma subito dal prete in questione, vedendo un cieco in
chiesa  con un cane sicuramente è stato enorme. Infatti crediamo  che la
chiesa sia affezzionata ancora all'immagine del cieco sui gradini delle
chiese, insieme al cane che chiede l'elemosina. Figurati se può immaginare
un devoto affetto da disabilità sensoriale in raccoglimento, bisognerebbe
aggiornarlla.

buon caffè

Oggetto: Bar al buio per i non vedenti [Il Secolo XIX]

PressVisione anno VIII / n. 5

Bar al buio per i non vedenti
02-01-2009
Il Secolo XIX

IMPERIA. Domani il bar Galilei aprirà le sue porte ai non vedenti e sarà gestito dagli stessi. L'iniziativa è promossa dalla "Liguria calcio non vedenti"
Riprende domani a Sanremo, presso il bar Galilei, l'iniziativa `bar al buio´, gestito da personale non vedente. L'iniziativa è promossa dalla `Liguria Calcio Non Vedenti´ che da anni favorisce l'integrazione dei non vedenti attraverso l'attività sportiva. Per favorire il raggiungimento del bar, l'organizzazione ha anche messo a disposizione un servizio di bus navetta, con partenza da piazza Colombo e piazza Eroi. «All'ingresso un addetto accoglierà e accompagnerà i clienti nel locale, facendoli accomodare al tavolo - spiega Giancarlo Di Malta, dell'associazione -. Anche se il buio, a volte, può far paura, in questo bar davvero speciale, la gentilezza e la cordialità del personale mette a proprio agio tutti, da subito».

psicologia

 
NOSTRO COMMENTO IN FONDO

Il concorso finirà davanti al Tar
24-12-2008
Il Tempo

La polemica Gagliardi: «Marini deve necessariamente dare una risposta»

Verrà presentato nei prossimi giorni il ricorso al Tar finalizzato ad ottenere la sospensiva prima e la declaratoria di nullità poi del concorso da un posto da funzionario psicologo, indetto dal comune di Frosinone, e che, in questi giorni, ha sollevato un vespaio di polemiche per l'esclusione di due candidati non vedenti.

FROSINONE. Proprio i due esclusi, il dottor Giammario Mascolo e la dottoressa Danila Faiola, hanno dato mandato all'avvocato Raoul Barsanti di impugnare il bando e la relativa graduatoria, che uscirà fuori dal concorso, davanti al tribunale amministrativo.
«Sono francamente amareggiato di questa situazione - ci ha detto il dottor Mascolo - Si fa un gran parlare dell'inserimento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, ma quando poi ci si trova davanti alla prova dei fatti si verificano situazioni, come quelle del concorso al comune di Frosinone, nelle quali non faccio fatica a dire che persone nella mia condizione sono state palesemente discriminate».
«Mi sembra alquanto risibile - continua il dottor Mascolo - la motivazione secondo cui, per svolgere al meglio la funzione di psicolgo soprattutto con i bambini, bisogna guardarli negli occhi. Io sono uno psicologo regolarmente iscritto all'albo regionale degli psicologi, ho una specializzazione in psicoterapia ed esercito questa professione da diversi anni. Credo di avere tutte le credenziali per svolgere questa professione. Nella letteratura internazionale di pisocolgia infantile nessuno mai ha fatto cenno alla circostanza secondo cui un non vedente non possa seguire dei bambini. Ma per il comune di Frosinone evidentemente non è così. I titoli conseguiti, l'abilitazione, l'iscrizione all'albo professionale forse per i non vedenti non sono idonei?». A rincarare la dose sul punto è il consigliere del Pdl Carlo Gagliardi che nei giorni scorsi aveva presentato una interrogazione sui concorsi. «A questo punto un intervento del sindaco mi sembra necessario. Il comune non sta dand  o una bella immagine di sé in tutta questa vicenda. Mi aspetto una netta e chiara presa di posizione di Marini il quale, come capo dell'amminstrazione, non può non sapere e non può accampare scuse di qualsivoglia genere. Poi, tra l'altro era stato informato del tutto con una lettera da parte del candidato escluso. A breve presenterò un'integrazione alla mia precedente interrogazione anche perché, a questo punto, per tutelare il buon nome dell'amministrazione il sindaco deve fare chiarezza su questo e sugli altri concorsi».

Pietro Pagliarella
NNOSTRO COMMENTO..   
Come al solito in italia non si dice mai la cosa più importante. Questo concorso è stato indetto per aiutare il benessere psicologico di bambini in difficoltà. Quindi a noi non interessa niente dell'integrazione e della discriminazione dei non vedenti esclusi dal concorso.  Quello che ci interessa è sapere, se effettivamente, serve o no la visione per monitorare, magari bambini con problematiche in cui la vista è indispensabile.
Quindi il supremo interesse dei bambini sovrasta qualsiasi altro principio. L'amministrazione chiarisca questo concetto e, se motivato, i candidati non ne facciano una bandiera per avere un postodi lavoro  a tutti i costi. Se invece sono stati ingiustamente discriminati, dimostrando in maniera inequivocabile, che possono svolgere il loro compito senza difficoltà, pur non avendo l'acuità visiva, auguri per la vostra carriera.
Manon facciamone una battaglia ideologica.

sabato 3 gennaio 2009

roba da matti..

nostro commentoin fondo
Oggetto: Il «sesto senso» dei ciechi esiste davvero [Corriere.it]


Il «sesto senso» dei ciechi esiste davvero
23-12-2008
Corriere.it

RICERCA DI AMERiCANA, OLANDESE E ITALIANA Permette di evitare gli ostacoli. Lo dimostrano studi su un uomo che ha perso la vista per un ictus

Il sesto senso non è un'invenzione popolare o letteraria. Gli scienziati ne hanno dimostrato la reale esistenza studiando un cieco capace di camminare aggirando gli ostacoli e di reagire al cambio di espressione delle persone
 
ROMA - Il «sesto senso», che permette per esempio ai ciechi di camminare aggirando gli ostacoli, esiste davvero. Lo hanno dimostrato ricercatori americani e olandesi che, insieme a colleghi italiani dell'Università di Torino e a scienziati britannici e svizzeri, hanno pubblicato i risultati dei loro studi sulla rivista scientifica «Current Biology».

IL PAZIENTE - Protagonista della loro indagine è un uomo rimasto cieco dopo un ictus, ma perfettamente in grado di evitare sedie e altri ostacoli ricorrendo a connessioni nervose alternative nel cervello. L'uomo, di cui si conoscono solo le iniziali (T.N.) è rimasto cieco dopo un danno alla corteccia visuale in entrambi gli emisferi del cervello. I suoi occhi sono normali sul piano funzionale, ma il suo cervello non può elaborare le informazioni che essi inviano, rendendo di fatto l'uomo totalmente privo di vista. T.N. si era accorto però di avere la cosiddetta «vista dei ciechi», l'abilità cioè di percepire la presenza di alcuni oggetti nell'ambiente pur senza vederli. Non solo, era in grado addirittura di rispondere alle espressioni del volto altrui. Nonostante ciò, camminava come un cieco, usano un bastone per tracciare gli ostacoli e chiedendo l'aiuto di altri in strada.

IL VIDEO - Per testare le sue reali capacità scienziati dell'Harvard Medical School di Cambridge (Usa) hanno predisposto in laboratorio un vero e proprio percorso a ostacoli, riprendendo poi in un video la sua performance. E nel filmato si vede T.N. che completa in scioltezza il percorso senza l'aiuto del suo cane o di un'altra persona. Oltretutto T.N. «non si rendeva conto di fare qualcosa di eccezionale: pensava di aver camminato in linea retta lungo un corridoio», spiega Beatrice de Gelder della Tilburd University (Paesi Bassi) e dell'ateneo americano, che ha firmato la ricerca insieme a Marco Tamietto dell'Università di Torino e un gruppo di colleghi internazionali.

CONSEGUENZE - «Si tratta in assoluto della prima ricerca su questa abilità nell'uomo. Dallo studio emerge un messaggio importante, specie per le persone con danni cerebrali», aggiunge la responsabile della ricerca. «Si può subire una totale perdita della visione corticale, ma ancora avere delle capacità» misteriose, «che permettono di muoversi dentro e fuori da un luogo senza farsi male», spiega l'esperta. «Lo studio - conclude - ci mostra l'importanza di questi elementi visuali, molto antichi dal punto di vista dell'evoluzione, che contribuiscono più di quanto pensiamo al nostro funzionamento nel mondo reale». Insomma, c'è molto che i pazienti possono fare se superano l'idea di non essere in grado di farlo.
nostro commento..
Questa fregnaccia l'abbiamo conservata per l'anno   nuovo, era troppo  succulenta per non commentarla.
Prima di tutto quando mai è esistita la "vista dei ciechi"? Talpa e Pipistrello sono andati dai loro oculisti per prenderli a sberle avendogli omesso questa possibilità di guarigione. Il nostro amico cavia, si chiama TN acronimo per  noi di torna normale.
La scienza è molto importante per l'uomo e i suoi guai di salute. Ma a volte ci sembra che gli scienziati   si perdano dietro ad una corteccia cerebrale.  
Quando una persona non vede più, solitamente, si riorganizza la vita, facendo questo semplicemente raccogliendo  le informazioni dal mondo attraverso la memoria che si forma dell'a'mbiente, solitamente andandoci a sbattere, oppure usando il bastone bianco che gli evita guai. Loslalom lo facciamo tutti, vedenti e non vedenti, ma visto che fanale si occupa di barriere architettoniche e sensoriali, propone un percorso per torna normale.Prendiamo TN E lo portiamo in una piazza totalmente priva di riferimenti, come gradini., muri ad angolo retto,  tutto smussato e reso senza dislivelli. Ma dove si trova questo percorso? Nella maggior parte delle città dove si  stanno avviando lavori in questo senso. Vediamo se TN se lacava o no.
Per concludere  l'affermazione  finale che è sufficiente superare l'idea del limite per non avere problemi, provate a volare come un falco lanciandovi da una montagna e poi vediamo come ve la cavate!!!
 

mazza che geni.

NOSTRO COMMENTO IN FONDO
 

Anche i non udenti trovato spesso barriere architettoniche che
31-12-2008
La Nazione

FIRENZE. Anche i non udenti trovato spesso barriere architettoniche checreano loro difficoltà quasi insormontabili. Il caso l' ha sollevato il vicesindaco di Figline, Carlo Artini (nella foto), con deleghe alle politiche sociali, in merito alla biglietteria della stazione ferroviaria: «Ci sono i vetri oscuri e l'impiegato parla con il cliente attraverso un microfono, pertanto il volto non si vede. La soluzione ottimale sarebbe quella di mettere dei vetri trasparenti». Il vice sindaco ha ricevuto segnalazioni da alcuni sordi, e se ne fa portavoce verso Trenitalia che ancora non ha risposto.
nostro commento..
Ragazzi che notizie incredibilmente...buffe.
Io proporrei a treni italia di mettere in biglietteria, per par condicio, un bigliettaiio muto che comunichi  con il linguaggio dei segni, questo sportello però deve essere dedicato solo a chi ha un udito normale, così vediamo se la finiscono di rompere le scatole con queste cavolate a persone con una limitazione fisica, in questo caso persone sordo mute.
Ci viene il sospetto che però ci siano impiegati in quella stazione talmente brutti da  non doversi guardare . Ma anche i brutti hanno diritto a lavorare, per esempio Pipistrello neanche da un ciecato e guardabile, eppure anche lui non va in giro dentro una boccia di vetro oscurata.
In ogni  caso farebbe piacere ai viaggiatori vedere il bigliettaio in faccia, per scambiare  un sorriso, un cenno di saluto, il mondo è peggiore quando si nasconde.

cominciamo bele l'anno..

Il diritto all'uguaglianza contro ogni abuso
02-01-2009
Il Centro

Il 4 gennaio 1809 nasceva Louis Braille, inventore francese che ideò e realizzò l'alfabeto utilizzato dai non vedenti per leggere e scrivere. A tre anni si infortunò ad un occhio nell'officina paterna; l'infezione si propagò anche all'occhio destro e divenne completamente cieco. Sino ad allora per i non vedenti era in uso il metodo Hauy che però permetteva solo di leggere e non di scrivere. Divenuto professore dell'istituto presso cui era stato ricoverato, Braille inventò un nuovo metodo, basato su sei punti, che dal 1821 permette ai non vedenti di leggere e scrivere, anche le note musicali (codice musicale Braille).
 Il 10 dicembre 1948 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, sull'onda delle atrocità commesse durante la Seconda Guerra Mondiale, promosse la firma della Dichiarazione universale dei Diritti umani, sancendo in 30 articoli i diritti individuali, civili, politici, economici sociali e culturali di ogni persona. A sessant'anni di distanza quei principi sono ancora attualissimi. La Dichiarazione dei Diritti umani, da quel momento punto di riferimento e minimo denominatore di molte costituzioni per eliminare discriminazioni ed abusi, anche se in alcuni paesi del mondo i diritti umani sono ancora un sogno. Principi che l'Unione Europea nel 2007 ha posto alla base delle attività dell'Anno europeo per le Pari opportunità per tutti, una visione pubblica del diritto di eguaglianza per rendere i cittadini dell'Unione più consapevoli dei loro diritti alla parità di trattamento e ad una esistenza libera da discriminazioni. Diritti attualizzati con i tempi, ma fermi nel loro contenuto so  stanziale. Nemmeno il professor Braille, probabilmente, immaginava quanto la sua invenzione avrebbe aiutato l'umanità ad abbattere le barriere della discriminazione e a rendere le persone non vedenti istruite e libere di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici. Scoperte di un singolo per il bene di molti.
 In questi sessant'anni la Dichiarazione dei Diritti Umani ha trovato innumerevoli applicazioni, ha salvato molte vite umane, ha ispirato i governi a migliorare la vita dei consociati, ha reso l'umanità migliore. Ma forse, alla base del processo che ci interessa, c'è ancora una conoscenza per alcuni versi superficiale e occasionale. C'è l'uguaglianza formale e quella sostanziale e poi i "diritti sociali" (indicati dalla Dichiarazione), che permettono il riconoscimento per ogni individuo del diritto alla vita, di sposarsi e di fondare famiglia, ad avere una proprietà personale od in comune con gli altri, alla sicurezza sociale, al lavoro e ad una remunerazione equa e sufficiente, al riposo e allo svago, ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute ed il benessere proprio ed alla famiglia. Ma se la nostra Costituzione (anteriore alla Dichiarazione), contiene già questi principi, molte nazioni faticano ad inserirli nelle proprie carte fondamentali; alcuni paesi african  i ed asiatici stentano a riconoscere il diritto di uguaglianza, alcune democrazie sono ferme, per alcuni versi, all'eguaglianza formale. Anche nella nostra Repubblica capita, a volte, che il diritto di uguaglianza rimanga una pura affermazione teorica. Un esempio è dato dalla disoccupazione: l'articolo 3 della Costituzione prevede la rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto libertà ed uguaglianza. Qual è il vero valore del riconoscimento del diritto al lavoro (articolo 4), quando poi esiste una percentuale elevata di persone disoccupate? Il raggiungimento dell'uguaglianza sostanziale, quindi, come massima espressione di realizzazione dell'individuo, attraverso una serie di norme ed azioni positive idonee a rimuovere la diseguaglianza e quindi la discriminazione. Scrisse Einaudi che «ogni individuo deve essere inizialmente posto nella medesima situazione di ogni altro individuo; sicchè egli possa riuscire a conquistare quel posto morale, po  litico che è proprio nelle sue attitudini di intelletto, di carattere morale, di vigore lavorativo, di coraggio, di perseveranza». Un grado di vincolabilità, quello del reale e concreto raggiungimento dell'uguaglianza sostanziale, che esiste per chiunque governi ed amministri una nazione, una regione, una provincia, una città.

Carla Tiboni
avvocato in Pescara